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pagina progetto

Casa Niki Gazzola (Cuneo -CN)

Il recupero di una porzione di cascinale nel rispetto della Natura 

progettista, consulente energetico e sostenibilità: architetto Marco Mauro

progettista strutturale: architetto Giovanni Comba

certificazione energetica: geometra Andrea Mauro

APE regionale: EPgl,nren 0,26 kWh/m2 anno

CasaClima in classe GOLD, protocollo NATURE

impianti: PdiC riscaldamento, PdiC ACS, VMC

Premesse

Il proprietario di una porzione di un vecchio cascinale alla periferia dell'abitato di Cuneo nel 2019 ha pensato che fosse tempo di ristrutturare l'edificio fatiscente. Avendo sentito parlare di risparmio energetico, sostenibilità dell'ambiente e certificazioni volontarie più performanti di quell'obbligo nazionale, ha pensato di rivolgersi all'architetto Marco Mauro il quale, aveva già realizzato altri edifici secondo tali obiettivi.

 

Demolire per ricostruire

Dopo un'attenta valutazione dell'immobile esistente ed un'analisi strutturale condotta dall'architetto Giovanni Battista Comba, si è reputato fosse indispensabile la demolizione con ricostruzione dell'edificio stesso pur essendo, quest'ultimo, incastonato in un fabbricato in linea di maggiori dimensioni.

Sin dall'inizio la committenza ha posto come obiettivo il raggiungimento della certificazione rilasciata dell'agenzia per l'energia di Bolzano - casa clima, Nature in classe Gold, ovvero con un consumo di energia pari a 8 kWh/m2 anno.

CasaClima Nature è il protocollo che permette di valutare e certificare un edificio non solo dal punto di vista dell’efficienza energetica, ma anche rispetto agli impatti sull’ambiente e sulla salute e il benessere delle persone. Casa-Clima Nature introduce una valutazione oggettiva degli impatti ambientali dei materiali e dei sistemi impiegati nella costruzione e dell’impatto idrico dell’edificio, espresso in termini di fabbisogno di acqua potabile e di mantenimento del ciclo idrico naturale. A garanzia del comfort e della salubrità degli utenti per gli ambienti interni sono richiesti precisi requisiti per la qualità dell’aria, per l’illuminazione naturale, per il comfort acustico e per la protezione dal gas radon. La certificazione CasaClima Nature può essere richiesta sia per edifici residenziali, sia per edifici non residenziali, ad esclusione delle tipologie per cui esiste già un sigillo di sostenibilità specifico (ClimaHotel, CasaClima Wine etc.).

Il volume residenziale preesistente era articolato su due piani fuori terra ed una cantina all'interrato, al piano terra sul fronte sud era presente un ampio porticato. Trattandosi di demolizione con ricostruzione il volume totale dell'edificio è stato mantenuto invariato come pure il numero dei piani fuori terra. La distribuzione interna è consistita in una vasta zona giorno al piano terra contro una notte al primo piano un piccolo ripostiglio centrale termica è presente al piano terra. I due livelli sono messi in comunicazione da scale interne. La cantina del piano interrato è stata mantenuta nelle sue dimensioni originarie con le vecchie murature in pietra.

Il volume lordo dell'edificio è pari a 581 m3, mentre la superficie netta riscaldata è pari a: 107 m2.

Il contesto in cui è posto l'edificio è prettamente rurale, sito ad un centinaio di metri dalla strada provinciale “Bovesana”, Ha il fronte principale in pieno sud ed il retro, rivolto verso nord; su quest'ultimo orientamento corre uno stradino privato a servizio di altri edifici. Dal lato sud vi è una magnifica vista sull'arco delle Alpi.

Le scelte progettuali

Le scelte progettuali sono state dettate da una serie di fattori: alcuni urbanistici ed altri individuati nella localizzazione dell'esistente struttura e dalla volontà di arrivare ad un edificio quasi passivo rispettoso anche dei materiali impiegati del consumo idrico e dell'illuminazione naturale: questi ultimi tutti criteri indispensabili per ottenere la certificazione Nature di CasaClima.

Stante il desiderio di mettere in diretto contatto la zona giorno del piano terra con il porticato esterno e fruire della luce del sole direttamente negli ambienti della zona giorno si è optato per ampie vetrate in modo da dare la sensazione di essere quasi all’esterno a diretto contatto con la natura, pur rimanendo protetti dalle mura domestiche.

Il porticato del lato sud è stato ricostruito nelle stesse dimensioni del preesistente ma con una porzione lasciata priva di tegole in modo da poter consentire durante la stagione invernale l'accesso ai raggi del sole direttamente al piano terra (zona giorno). L'assenza del manto di copertura ha permesso di ricostruire il porticato (pantalera) dandogli una larghezza maggiore e tale da poter vedere, dai varchi del tetto, l'arco alpino.

Un approccio attento agli aspetti energetici e bioclimatici, che allo stesso tempo rispetta i segni architettonici presenti sul territorio: il risultato è una casa essenziale, classica, armoniosamente inserita nel contesto rurale.

I materiali utilizzati nell'edificio sono stati scelti tra quelli a minor impatto ambientale, ovvero: blocchi laterizio porizzato per murature, serramenti in materiale plastico, struttura lignea del tetto con coibentazioni in fibra di legno, intonaci e rasature interne in calce naturale. Il cappotto esterno è stato realizzato in EPS con certificazione dello stesso secondo quanto previsto dal dettato normativo dei CAM.

A livello impiantistico si è pensato ad una pompa di calore del tipo aggregato compatto della ditta Nilan con un preriscaldo geotermico ed una batteria di scambio agente sull'ingresso dell'aria la macchina. Questo per consentire un ulteriore risparmio di energia. Sulla falda sud dell'edificio è stato posto un sistema di fotovoltaico che assicura energia l'edificio dotato anche di batterie di accumulo elettrico.

Le potenze in gioco del sistema di riscaldamento ad aria (reversibile in estate in condizionamento) con ricambio della stessa mediante un sistema di ventilazione meccanica controllata, sono davvero modeste e si arriva in totale a 3.628 W di Qp (Carico termico di progetto: trasmissione + ventilazione + fattore di ripresa). Sulla falda del tetto in pieno sud è posto l’impianto di FV, che ha una (teorica) potenza di picco di 9.6 kW e dispone di una batteria di accumulo da 20 kWh.

IL COLLAUDO

In ultimo si sono eseguiti i collaudi ovvero il temutissimo Blower Door Test al fine di verificare la tenuta all’aria dell’intero edificio e conseguentemente la bontà delle lavorazioni eseguite da tutti gli artigiani siano muratori, operai del cappotto, idraulici, elettricisti e serramentisti.

Il test viene eseguito una prima volta con metodologia 1 come previsto dalla norma UNI EN 9972:2015 (ovvero ad edificio ultimato). Sono presenti al test: elettricista, idraulico, serramentisti e muratori, tutti incuriositi dall’esito e alcuni un po’ preoccupati ma fiduciosi nella certezza di aver fatto un buon lavoro. Il primo risultato non è positivo ed evidenzia alcune lacune sulla struttura del tetto e nella posa dei serramenti. Nessuno demorde e con buon piglio lavorativo gli artigiani, coordinati dalla Direzione dei Lavori, cercano e trovano la soluzione per eliminare le piccole perdite di tenuta dell’involucro rilevate. Il test finale dà loro ragione la media dei test (pressione/depressione) porta ad un risultato di 0,66 h-1 contro un valore massimo consentito di 0,7 h-1 fissato dall’Agenzia CasaClima per la classe GOLD. Grande è la soddisfazione di tutti per il risultato conseguito.

render Niki (02)
render Niki (01)
fronte sud (2)
posa falsi telai (2)
posa cappotto esterno
coibentazione tetto (1)
centrale termica (2)
BDT macchina fumo (1)
BDT finale (1)
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