Quando gli artigiani lavorano bene

Qualche giorno fa mi è capitato di dover fare un lavoro nelle Langhe: Patrimonio Unesco, per la precisione a Barbaresco.

 

Le Langhe mi sono sempre piaciute, i colori sono ormai quelli dell’autunno inoltrato, ma fortunatamente era una bella e fredda giornata con aria tersa e trasparente.

 

Il lavoro che Andrea ed io siamo stati chiamati a compiere era un test di tenuta all’aria di una casa in legno.

 

Avete capito bene, si testa la tenuta all’aria degli edifici costruiti o in corso di costruzione (come nel caso in oggetto). E perché? qualcuno si starà sicuramente chiedendo.

 

Il motivo del test è semplice: l’edificio in legno deve avere una buona tenuta all’aria per evitare di avere oltre agli ovvi problemi di discomfort (i famosi spifferi), anche problemi di condensa tra i vari strati delle pareti esterne e/o tetto. La condensa a cosa può portare? Ad una certa temperatura (detta di rugiada) il vapor acqueo presente nell’aria si trasforma in acqua. Pensate a cosa può succedere nella vostra casa in legno (se male realizzata) con dell’acqua in corrispondenza delle strutture e dei pannelli in lana di legno (del cappotto e del tetto) che sono delle autentiche spugne. Nel giro di non molto tempo l’intero edificio avrebbe dei seri problemi e porvi rimedio dei costi, anche importanti.

 

Quanto sopra una giusta premessa per fare il “quadro” della situazione.

 

Va ancora aggiunto che i costruttori degli edifici in legno, sanno benissimo queste cose e da tempo le mettono in opera. Il risultato del test dà però un valore numerico alla qualità del lavoro da loro svolto.

Il numero magico, ovvero qual è il risultato atteso? In letteratura si parla di 1.0/1.5 h(-1)a 50 Pa,  per nuovi edifici. Ma tale numero scende anche a 0.6 se vuole far certificare da enti terzi di certificazione energetica come PassivHaus o CasaClima. Parliamo però di case che consumano pochissima energia, quasi nulla degli NZEB come si dice adesso (veramente così sono chiamati da un lungo pacchetto di normative Regionali/Nazionali/Europee).

 

Sintetizzando: 1.0/1.5 risultato atteso, 0.6 risultato molto buono.

 

Andrea ed io ci mettiamo al lavoro: montiamo il telaio in alluminio su un foro verso l’esterno (dove ci sarà la porta di ingresso) con il suo telo, colleghiamo ventilatore e manometro al PC, misuriamo con precisione il volume della porzione di edificio oggetto della prova, immettiamo i dati sul PC e si inizia!

 

Sono presenti anche il costruttore, il direttore dei lavori, la proprietaria ed alcuni artigiani che hanno appena finito gli ultimi ritocchi.

 

L’edificio è in uno stato grezzo: vi sono solo le pareti, i solai tra un piano e l’altro, il tetto con tanto di tegole. Porte e finestre esterne non ci sono ancora, i fori sono tappati con fogli di nylon ben sigillati. Quello che stupisce è la quantità di teli e nastrature che si vedono un po’ ovunque. Centinaia e centinaia di metri di nastrature e teli di tenuta, un lavoro decisamente certosino.

 

Il tempo si qualche foto, qualche parola con il costruttore, che non nasconde una certa apprensione, e la prima fase è completata (test in compressione), subito si passa alla seconda (test in decompressione).

 

Dopo una ventina di minuti il risultato: 0.24 che già rappresenta la media tra i due test.

Non c’è possibilità di errore.

 

Ottimo, magnifico! Quasi da non credere!

 

Sento un profondo sospiro: il costruttore ha ripreso a respirare normalmente, il colorito torna sul suo volto incorniciato da un ampio sorriso! I tecnici presenti hanno il sorriso dipinto sul volto, la proprietaria sorride a sua volta, le avevo (test facendo) spiegato il significato della prova. Tutti sono felici, anche gli artigiani che sono appena entrati a test ultimato.

 

Mi complimento soprattutto con loro e con il costruttore che sono gli artefici dell’ottimo risultato ottenuto.

 

Mentre smonto e impacchetto tutta l’attrezzatura con l’aiuto del sempre valido Andrea, mi sento soddisfatto. Mi piace vedere e “toccare con mano” che la qualità del buon costruire è raggiungibile ed anche a livelli di eccellenza come nel caso in oggetto.

 

Marco Mauro, architetto

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